eventi, fiere, Wedding

RomaSposa: le tendenze wedding in mostra

Dal 5 all’8 ottobre le tendenze wedding in mostra

Al Palazzo dei Congressi, l’appuntamento che anticipa tutte le novità per gli sposi 2018 
con curiosità e proposte per trasformare il giorno del sì in un evento speciale e su misura.

Diverse esigenze, gusti differenti ma sempre un sogno in comune: rendere  magico  il  proprio  giorno  del  matrimonio! Con questo obiettivo in testa, le coppie di futuri sposi possono scoprire – dal 5 all’8 ottobre a Palazzo dei Congressi – tutte le  mode  e  le ultime novità per le nozze del prossimo anno: RomaSposa – Salone d’Autunno è infatti l’evento che permette di conoscere in soli quattro giorni le soluzioni dei maggiori esperti del settore wedding, un appuntamento tanto amato e sempre atteso.

Tra abiti, location, intrattenimento, foto, bomboniere, viaggi di nozze e le migliori soluzioni dei wedding planner, sono oltre 200 le aziende presenti nei due piani espositivi di Palazzo dei Congressi, con tante idee e suggerimenti per organizzare al meglio il giorno del “sì”. Per essere impeccabili, makeup stylist e hair stylist dal segno contemporaneo sono a disposizione per un consiglio, un appuntamento o una prova direttamente in fiera. La manifestazione arricchita dall’area WED ACADEMY – uno spazio riservato a workshop, incontri e conversazioni tra i futuri sposi e i maggiori esperti dei diversi settori – è l’occasione imperdibile per ricevere consigli e fugare dubbi sulle nozze, dal look al galateo. E per far sì che il look di futuri sposi e invitati sia perfetto per il grande evento, ancora più spazio è dedicato alle sfilate, con più di 1000 abiti in passerella.

RomaSposa – Salone d’Autunno è un viaggio a 360° nel mondo del wedding che ispira sogni e desideri con novità e trend di tutte le categorie merceologiche.

L’ingresso è aperto al pubblico

Per maggiori informazioni: www.romasposa.it

RomaSposa – Salone d’Autunno
Dal 5 all’8 ottobre 2017
Palazzo dei Congressi
Orario di apertura
Giovedì e venerdì:
15:00/20:00 ingresso gratuito
Sabato e domenica:
10:00/20:00 ingresso € 7,50 

corsa, running

Un anno fa, i miei 40km alla Maratona di Roma!

 

Un buon risultato è fare il meglio possibile.
Wooden

ramona 200 x 125 

Sono qui. Griglia C, con il mio braccialetto e il pettorale verde. L’atmosfera è surreale: sembra essere una splendida giornata, poche nuvole sopra la testa e un’arietta fresca che mi fa venire la pelle d’oca. Intorno a me, ammiro le meraviglie di Roma: il Colosseo (che mi fa vibrare il cuore), i Fori Imperiali (che mi fanno già sognare l’arrivo). Poi, lì davanti, tantissimi atleti, quelli forti, quelli che la maratona se la sbranano in poco più di ore.

Parte l’Inno di Mameli e mi commuovo. Chiamo mia mamma e le faccio sentire le note che mi circondano, per regalarle qualche istante di questa immensa magia. Respiro forte, la mente vola, e cerco di stare tranquilla, senza avere paura di quello che mi aspetta.
Dopo la presentazione dei Top Runners, tra cui Alex Zanardi e Giorgio Calcaterra, parte la prima onda. Manca poco. Respiro forte. Parte anche la seconda. Count down, tocca alla mia. Ci siamo. 3, 2, 1… VIA!

Il ritmo è abbastanza veloce: vengo travolta da tantissimi runners colorati che corrono al mio passo, quello di quando ero in forma a Firenze. Ma questa volta è diverso: dopo una intensa preparazione a gennaio e febbraio, la mia gambetta sinistra ha dato i primi segni di cedimento. E il mese di marzo è passato veloce senza riuscire a rispettare la tabella del #CoachTower e senza fare tutti i lunghi prefissati. Non sono pronta per questa maratona, ma non volevo rinunciare.
Da qualche parte, fra un paio d’ore, spero di incrociare mio marito e i miei bimbi, che mi hanno accompagnata in questa splendida avventura. Non posso non partire. Non posso mollare. Loro sono e saranno la mia forza.

Passiamo il Circo Massimo e fin da subito la corsa è rallegrata dalla musica delle bande, dal tifo ai bordi delle strade e dalle prime battute dei runners romani.
[“Daje regà, che il grosso l’avemo fatto!” – seguono improperi vari e motivati – “Aooo, almeno semo partiti!”]

Bellissimo il passaggio sul ponte Settimia Spizzichino…
[“Aò, nun c’avemo nulla da invidià a Niu IoK. Pure il ponte c’avemo. Ma che volete de’ più??”]

Il gruppo iniziale comincia a diradarsi, mi sembra che tutti vadano velocissimo. Cerco il mio passo, più lento, devo contenermi per non morire alla fine. Ma vorrei andare, lasciare libere le gambe di girare. Mi aggrego ai Peacers delle 4 ore e passiamo l’Isola Tiberina, dove il tifo è tanto e forte. Leggo un cartello “Dajeeeeeeeeee” che ritroverò altre volte, lungo tutto il percorso. Che forti questi romani!

Mi sento bene, le gamba tiene, i tape stanno facendo il loro dovere. Il fiato è ok, le spalle sono rilassate, i piedi appoggiano regolari.
Siamo quasi al 18° ma arriva la crisi. Nella testa un pensiero fisso: ma davvero pensi di arrivare al traguardo, con il poco allenamento fatto? Guarda che forse è meglio se torni alla realtà, perché da qui in poi sarà dura.
Ma dopo pochi metri, li vedo. Eccoli. I miei tesori! Li tocco, li bacio, li ringrazio e riparto. Con il cuore a mille, le lacrime che scendono spontanee e la testa leggera, senza quel pensiero brutto. E si entra in via Della Conciliazione. Alzo gli occhi e davanti a me, sua maestà, la Basilica di San Pietro, che ci accoglie a braccia aperte, e sembra proteggerci per tutto questo pezzo. Pazzesco. Anche qui il tifo internazionale è immenso.
Corri, Ramo’, corri. Dai che siamo a metà. Guardo il Garmin e ho lo stesso tempo dei primi 21k della maratona di Firenze. Incredibile. E penso che fino a qui sono arrivata. Ora usiamo la testa.

Fa caldo, caldissimo. Fino ad ora ho fatto tutti i ristori e spugnaggi. Dalla mezza al 30° km ho subito un po’ il paesaggio: di questo pezzo non ho ricordi molto lucidi. Mi affido ai consigli e agli incitamenti dei Peacers. Uno mi affianca e dice di conoscermi: gli ricordo che abbiamo corso un pezzo di lungo al Parco di Monza, organizzato da Renzo Barbugian. Sicuramente il passo è più lento e avverto il bisogno di fermarmi a un bagno chimico. Perdo così i palloncini rosa. Ora sono “sola”, e devo lasciare spazio al cuore.
Arrivo al 35° e ho setissima: prendo una bottiglietta e me la porto fino al 40°.
Ritrovo i miei al 36°, in Piazza Navona, ma capisco dallo sguardo sconsolato dei miei bimbi che non devo essere un bello spettacolo. Sono stanca, le gambe tutto sommato reggono, ma i piedi sono doloranti. Sono stanca, cavolo. E mi mancano tutti quei km che avrei dovuto fare e mi sono persa.
Però sono arrivata fino a qui. Non guardo più il Garmin, che oggi mi è nemico. Manca poco, è quasi fatta. Non devo mollare. Intorno a me, anche i maratoneti più vivaci, si sono placati. Ci si affianca, si scambiano sguardi, il silenzio ci accompagna.
Arrivo in Piazza Loreto e so che mi stanno aspettando. “Vai mamiiiiii, è finitaaaaa!”.
Vado, vado. E dopo la curva di Piazza Venezia vedo il traguardo. Porcaccia quanto è bello. Le gambe vanno da sole, fortunatamente è tutta discesa. Ecco perché gli ultimi due km volano.

È finita. Il tempo è ben oltre a quello “sognato” all’inizio della preparazione. Ma non importa. Oggi ho una medaglia stupenda al collo. Davanti a me il Colosseo. Il monumento che più è piaciuto ai miei bimbi. E con il pensiero e con il cuore, ringrazio tutti coloro che in questi mesi mi sono stati accanto e mi hanno incoraggiata.
Alla fine le mie amiche maratonete Giorgia e Ilaria avevano ragione: Roma è Roma. E se vuoi correre una maratona, questa è la Regina per eccellenza.

ForKidsForLife, running

La vita è una corsa bellissima!

Ci sono giornate che ti lasciano un segno. Giornate in cui persone che conosci diventano esempi di vita, regalandoti momenti indimenticabili per loro e per noi.

Domenica scorsa è stata uno di quei giorni, una giornata che mi ha stravolto il cuore.

Alcune mie amiche hanno corso la Maratona di Roma, chi per la prima volta, chi per la seconda. Durante questi mesi di attesa, ho seguito la loro preparazione, ho letto i loro momenti di felicità e anche quelli di debolezza, quando sembra che quel traguardo, così vicino, sembra essere ancora un sogno.

Invece loro quel traguardo l’hanno tagliato, con un sorriso e una maglia speciale, quella di ForKidsForLife.

Desideravo imprimere qui il ricordo di quella giornata, perché so per certo che fra qualche mese avrò bisogno di leggere le loro parole, per ritrovare quell’energia che mi hanno trasmesso.

Ho chiesto proprio a loro di scrivermi qualche riga che riassumesse la loro Maratona e loro l’hanno fatto.

Ve le presento:

Ilaria

Ci ho messo un paio di giorni ad elaborare cosa avrei potuto scrivere, perché è stato tutto talmente grande, immenso, unico che non so se riuscirò a mettere nero su bianco tutto questo turbinio di emozioni.

La maratona è un sogno che mi sono sussurrata in un orecchio tanti mesi fa. Era ottobre. Avevo corso la mia mezza maratona del Lago Maggiore per la seconda volta, preparandola poco e male,ma nonostante ciò, avevo abbassato  i mie tempi e così nella mia testa quest’idea di provare a fare di più, di dimostrarmi che nonostante la casa, i bambini piccoli, il lavoro, il poco tempo, io potessi raggiungere questo traguardo dei 42 km.

Ho iniziato quasi subito a prepararmi: ho cercato una tabella su internet, mi sono confrontata con mio marito [che di maratone ne aveva fatte già due] e con amici, che siamo tutti runner in compagnia o quasi, e così e’ cominciato questo lungo cammino… sembrava andasse tutto bene, poi un blocco – mi sono accorta che qualcosa non andava… che forse la maratona non la potevo improvvisare. Ed ecco che incontro Matteo, il mio Coach, che in poco tempo mi dà le giuste dritte e soprattutto mi appoggia sempre incondizionatamente e in un percorso così lungo e faticoso…

Non potete immaginare il bene che fa, sapere che c’è qualcuno che ti dirà sempre la cosa giusta da fare.

Non è stata una passeggiata e, se sono prolissa nel raccontarvi il prima, è perché alla fine la maratona non è una gara che nasce e muore in quel giorno, in quei 42 km… ma è un viaggio lunghissimo, che inizia mesi e mesi prima, centinaia e centinaia di km prima.

Non vi racconterò di un ginocchio lussato e scoperto a meno di due mesi dalla maratona, quando il sogno lo potevo vedere lì vicino, quando le gambe già avevano macinato km su km, perché quel ginocchio nonostante tutto ha fatto il suo dovere, imbragato in un tutore, perché non si poteva rinunciare dopo tanta fatica…ma invece vi dirò di una maglietta speciale, quella di FORKIDSFORLIFE, che ho deciso di indossare per la maratona, perché a questa corsa volevo dare un senso, volevo poter dire qualcosa in più, e così è stato… per tutte le persone che durante la gara hanno letto il mio nome e mi hanno incitata, come Ambasciatrice di questo bellissimo progetto.

E ora che dire… era una mattina di marzo, il 22 a Roma diluviava e io stavo per correre la mia prima maratona. Prima del via, ho pensato solo a tutto quello che avevo fatto, a tutto quello che avevo capito di me stessa e della mia vita, in tutte le mie corse in solitaria, ho pensato a come una gara di corsa mi aveva arricchita, mi aveva reso una persona migliore di quella che ero… e poi ho solo corso …corso per 42 km senza mai pensare al km successivo, senza dirmi  mai “chi me l’ha fatto fare”. Ho guardato negli occhi mio marito tutte le volte che mi ha raggiunto, e da come mi guardava sapevo come stava andando, ho affrontato e superato il cosiddetto “muro” e alla fine ho pianto, di un pianto che ho provato solo quando sono nati i miei figli…un pianto che nasce dallo stomaco e che non puoi frenare ….e ho sorriso.. sorriso con tutto quello con cui potevo sorridere.

Qualcuno mi ha detto che anche i miei occhi sorridevano …sfido voi a non farlo quando con le mani si tocca un sogno…


Giorgia

Che poi la seconda maratona è un po’ come il secondo figlio. La verità è che se è possibile la temi più della prima.

Perché? perchè sai esattamente cosa ti aspetta e questo fa paura. Fa paura perché come un secondo figlio non hai il tempo di rifinire tutto per il meglio…perché i compiti li ha già fatti bene una volta, solo cinque mesi prima e questa volta non ci riesci.. quello che nessuno ti dice però è che come tutte le cose, la seconda è più facile, più divertente e te la godi di più. Perché le emozioni, anche se forti, le riesci a dominare e soprattutto i miei occhi questa volta guardano il cielo, non più l’asfalto, guardano un cielo alto e cupo di una Roma sotto l’acqua che è davvero la città eterna… Sorrido a tutto, perché sono davvero felice, le gambe girano, un compagno improvvisato di gara c’è l’ho al mio fianco e so che, anche se sconosciuti, ci sosterremo fino a che avremo fiato… ad ogni km si accende una piccola luce di fede e anche un po’ di speranza perché a Roma piove ma nel mio cuore splende sempre il sole quando corro e indosso la maglietta dei sogni, la maglietta di FKFL, perché anche questa volta i miei sogni si avverano.

La linea del traguardo arriva e so che qualcuno si è fermato a pensare a quegli “smarties colorati”, insieme a me comincia a credere che, se si è finita una maratona, forse si può anche cambiare un pochino il mondo. Anche solo per 42,195 km…

E poi c’è lui. Giorgio Calcaterra

Giorgio_Calcaterra

Che a Roma ha fatto una cosa immensa.

Il 42enne romano, tre volte campione del mondo della 100 km, dopo aver tagliato il traguardo al nono posto, in 2:34:26, e dopo aver passato il controllo anti-doping, è ripartito a tutta velocità, raggiungendo l’ultimo atleta della maratona [Eligio Lomuscio, 70enne di Barletta], intorno al 40esimo km e incitandolo a concludere la sua fatica, camminando con lui.

Massima stima, signori.

Ilaria Fossati

Ilaria_Fossati

Ho conosciuto Ilaria durante la mia prima mezza maratona a Seregno. Lei correva la 60k e non la si poteva non notare, perché ha sempre un tifo fortissimo (più che meritato) e la cosa bella, che ti colpisce all’istante, è che lei corre sempre con il sorriso.

Di lei, voglio dire che è una Campionessa di un’umiltà rara, che domenica scorsa ha ri-corso la 60K di Seregno. E’ tornata alla corsa dopo un “piccolo imprevisto” di salute, risoltosi fortunatamente per il meglio. E questo è quello che ha scritto di quel giorno:

Poche parole, a fatica… a (sole) 4 settimane dall’intervento, il rientro alle gare, alla vita di sempre, ma che ho visto così diversa…rientrare in occasione della 100 km di Seregno era fortemente simbolico. Qui è iniziato tutto, e dovevo esserci.
Per me, per Noemy, per tutti quelli che mi sono stati vicini…per tutti quelli che erano meravigliati che fossi lì. La mia gara del cuore….
Per la prima volta ho corso a Seregno senza pressioni, senza ansia del risultato, godendomi ogni dannato passo dei miei primi 60 km.
Perché niente è scontato.
Vedevo tutti superarmi e sfrecciarmi davanti e non me ne fregava nulla: sono ancora qui nel mio mondo, tra le persone a cui voglio bene…siete tutti snocciolati lungo il percorso, ma con me. E l’ho sentito dagli abbracci in partenza…..
Nessuna fatica, nessuna crisi, nessuna esitazione: le gambe ricordano, il cuore ci mette il resto….
L’affetto era tangibile, tanto che era primavera anche lungo la terribile SS36, la pioggerella e la sensazione di umido.
La primavera era dentro di me.
Il senso di gratitudine mi ha sopraffatto, tutti mi avete riconosciuto e salutato e sostenuto. Grazie a voi… 
Grazie a Dio (con molta semplicità…) per avermi regalato un altro traguardo da onorare, con grandissima commozione.

Ecco.

Tutte queste persone, e molte altre che ho nel cuore, mi hanno trasmesso una grandissima carica. E voglia di ripartire.

Mi sono fatta una promessa. Vediamo come va a finire.

Per ora, vi dico solo un numero: 2076F.

[to be continued…]

eventi, famiglia, sogni, solidarietà

Come contattare Papa Francesco, il Papa social

Udienza Papale

In occasione dell’ultimo congresso che ho organizzato per lavoro a Roma, ho avuto la possibilità di partecipare all’Udienza Papale di mercoledì 6 novembre, evento sociale che abbiamo organizzato per i nostri associati.

Inutile dire quanto fossi emozionata e felice di essere presente (per una volta non solo dietro le quinte!!).

Imprevedibile l’attesa, scioccante vedere quanto Piazza San Pietro fosse gremita già alle prime ore del mattino e sorprendente l’arrivo del Papa che ha percorso tutti i viali per salutare i fedeli presenti.

Benedizione

Mi sono commossa ogni volta che si fermava per abbracciare e baciare i bambini che gli venivano presentati. Ho pianto quando ci ha raccontato della piccola Noemi (ecco l’incontro con il Papa, raccontato da Le Iene) e ci ha invitato ad un attimo di riflessione e alla preghiera di una “Ave Maria” per lei ed i suoi genitori.

Papa prega

Io non so spiegarmi cosa abbia di magico e speciale questo Papa. Però, qualunque cosa sia, arriva dritto al cuore di tutti, nella maniera più semplice e naturale!

Quindi vorrei darvi qualche indicazione qualora voleste partecipare ad una Udienza Papale.

Innanzitutto, sono necessari dei biglietti che sono gratuiti e che vengono rilasciati dalla Prefettura della Casa Pontificia.

Biglietto

Per richiedere i biglietti potete inviare un fax al numero +39 06 698 858 63, indicando l’udienza alla quale si intende partecipare e il numero dei partecipanti utilizzando questo modulo.

Oppure potete richiedere i biglietti via posta ordinaria – utilizzando sempre lo stesso modulo sopra riportato e indicando i dati sopra evidenziati – scrivendo a: Prefettura della Casa Pontificia, 00120 Città del Vaticano. (Per ulteriori informazioni, potete contattare la Prefettura della Casa Pontificia telefonando ai numeri +39  06 698 848 76, +39 06 698 831 14, +39 06 698 832 73 dalle ore 9 alle ore 13).

I biglietti, infine, vi saranno consegnati nell’apposito Ufficio collocato dentro al Portone di Bronzo, ubicato nel colonnato di destra in Piazza San Pietro. Vi consiglio vivamente di recarvi in Piazza San Pietro molto presto, io ero lì alle 6.15 e vi assicuro che c’era già parecchia gente in coda.

Aspettando il Papa...

Se invece desiderate scrivere una lettera al Pontefice, Papa Francesco non possiede un indirizzo email pubblico, pertanto è necessario farlo via posta tradizionale a questo indirizzo:

Sua Santità Francesco, 00120 Città del Vaticano

La nostra è quasi pronta, mancano solo i disegni dei miei bambini…

Lettera per il Papa

Per ricevere la benedizione speciale di Papa Francesco si deve utilizzare questo modulo che può essere inviato alla Elemosineria Apostolica:

  • 1) consegnandolo di persona entrando dall’Ingresso Sant’Anna, ubicato sulla destra del Colonnato della Piazza San Pietro e con apertura dal lunedì al dabato dalle ore 9 alle 12;
  • 2) a mezzo fax al numero +39 06 698 831 32
  • 3) a mezzo posta ordinaria, indirizzando la richiesta a

Elemosineria Apostolica, Ufficio pergamene – 00120 Città del Vaticano

La benedizione può essere richiesta per i seguenti sacramenti ed occasioni speciali: Battesimo, Prima Comunione, Cresima; Matrimonio; Consacrazione Secolare; Professione Religiosa; Ordinazione Diacono permanente; Ordinazione Presbiterale; Benedizione di Matrimonio o di Professione Religiosa; Benedizione di Compleanno; Benedizione di Persona singola cattolica o famiglia. Alcune benedizioni necessitano del nulla osta del parroco, pertanto é consigliabile richiedere informazioni in merito al vostro parroco prima di inviare la richiesta al Papa. Va detto infine che la benedizione é gratuita ma vi é un costo da sostenere per la pergamena. La benedizione é disponibile in 6 lingue differenti.

Quello che mi ha colpita di questo Papa è la sua voglia di comunicare e mi piace molto il modo in cui lo fa. Utilizza i canali social più diffusi e moderni. Potete quindi seguirlo sui vari profili:

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Spero sia tutto chiaro, altrimenti non esitate a contattarmi!