eventi, famiglia

Merende e spettacoli a teatro…

In attesa del magico Natale, vi propongo qualche appuntamento a teatro, e non solo, per le famiglie e per bambini.

CineMerenda
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Teatro e Tempo Famiglia
Teatro e Tempo Famiglia
Teatro e Tempo Famiglie
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Teatro in Famiglia
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Buon divertimento!

Wedding

Perché tu sei originale al 100%!

Mia figlia Ludovica è ancora piccola ma spesso mi ritrovo a pensare a come sarà fra qualche anno, da adolescente. E me lo chiedo spesso perché vorrei che per lei fosse un momento magico, di scoperta, di voglia di accettare il cambiamento, certamente diverso da come l’ho vissuto io.

Ci sono momenti in cui già ora si atteggia da piccola donnina, come quando reclama che non le metto lo smaltino sulle unghie o non le presto i miei trucchi!

Me la immagino, quando arriverà quella fase, quel cambiamento che inizierà al momento giusto per il suo corpo.

La pubertà. Cosa vi viene in mente di quel periodo? Vi ricordate i cambiamenti del vostro corpo?

Per quanto mi riguarda, ricordo ben poco. Ma razionalizzando il tutto, credo di non essermi interessata molto al cambiamento che stavo vivendo, temo per paura. Se mi rivedo, ho un’immagine di me passiva, quasi indifferente al passaggio, forse addirittura troppo consapevole del non poter fare nulla per fermarlo…

Quando avevo dubbi o domande sul mio corpo o su situazioni che sentivo raccontare dalle mie amiche, andavo da mia mamma, e le chiedevo di aiutarmi e farmi capire meglio cosa voleva dire quella cosa. E ricordo che lei era sempre disponibile ad ascoltarmi e a tranquillizzarmi. Ammetto che a volte era difficile affrontare certi argomenti, mi vergognavo ed era proprio in quei frangenti che avrei tanto voluto avere una sorella maggiore!

La cosa che è stata sicuramente sconvolgente, anche per molte mie amiche, è stato il seno. Panico. #eccheè? così, puff, tuttoduntratto. Per me poi, che ero sempre stata una scricciolina, magrissima, piattissima. uff, che difficile. E poi correvo. Avete idea del fastidio? e la ricerca del reggiseno giusto, quello che appiattiva tutto, inutilmente?

L’altra cosa che ricordo in modo negativo è la prima mestruazione, perché non arrivava. Avevo 13 anni e ancora nulla. E se avessi tardato ancora, mi sarei dovuta fermare e non correre per un po’. Lo confesso: ho pregato tantissimo, perché per me era più importante correre che diventare “signorina”. Che poi, che definizione è? Parliamone.

Quando ho chiesto alle mie amiche cosa ricordavano della loro pubertà, è emerso proprio questo: molto spesso diventare signorina coincideva con una “annunciazione pubblica” da parte di mammà, che raccontava l’evento a parenti e conoscenti.

Ecco, sono certa che questa cosa eviterò proprio di farla, per rispetto di mia figlia e della sua intimità.

Per tutto il resto, spero che lei avrà voglia di confidarsi con me, e non solo con le sue amiche, e spero di essere capace di affrontare i vari argomenti con naturalezza, riportandole anche la mia esperienza.

Di certo, mi affiderò a questo libricino, che trovo molto completo, chiaro e semplice da capire, con una grafica accattivante adatta al target adolescenziale.

Girl to Girl
“A tu per tu con te stessa e il tuo corpo che cambia”

Scorrendo il sommario, ho subito notato che vengono affrontati i punti salienti della crescita: della pubertà alla fase adolescenziale, soffermandosi sui vari cambiamenti fisici ed emotivi che si subiscono.

  • i principi base del corpo e come prendersi cura di esso;
  • i cambiamenti del corpo: seno e ciclo mestruale;
  • come imparare le buone e sane abitudini
  • come affrontare gli aspetti emotivi del cambiamento.

Sommario

Ci sono parti molto carine, con i consigli utili, le ricette fai da te per cure di bellezza, le lettere di ragazze con domande all’autrice, e tanti spunti per noi mamme, con suggerimenti e soluzioni.

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L’autrice si sofferma anche su un punto molto delicato: essere responsabile del proprio corpo, e proteggerlo da chi non ha il diritto di toccarlo.

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Ma la cosa che più mi è piaciuta è il messaggio positivo che ne esce: questo cambiamento va vissuto come un percorso unico, perché ognuna di noi ha i suoi tempi e questo cambiamento ti renderà una Donna unica ed originale. Quindi niente confronti e momenti di sconforto se le amiche hanno già vissuto alcune cose. L’importanza è accettarsi e capire quanto si è meravigliose.

Ed è proprio questo che spero di riuscire a trasmettere alla mia Luvi!

Buona lettura!

Girl to girl. A tu per tu con te stessa e il tuo corpo che cambia di Sarah O’Leary Burningham,ed. Giunti junior, ISBN 978-88-09-79484-9

amore, famiglia, mamma

Ma voi lo sentite il solletico quando giocate a nascondino?

Ci stavo pensando ieri sera, quando un’amica mi ha uozzapato “Impigiamo i nani e giochiamo a nascondino”. Erano le 21.30.

E ho avuto una illuminazione. Scrivere questo post, che era nel cassetto dal primo di settembre.

Perché è  da quella data che sogno di scrivere il famoso posto dei buoni propositi, come quando inizia il nuovo anno. E invece non l’ho ancora fatto perché, in realtà, non ne ho. Anzi, se devo raccontarvela tutto, io mi sono fermata. A riflettere sulla mia vita. Su cosa mi piace e cosa no. Sulle cose da “pulire” e su quelle invece su cui devo ancora lavorare. Amicizie e rapporti compresi.

Allora, ho detto stop. A tutte quelle cose che spesso ho fatto per l’idea di dover fare e perché mi sembrava fosse la via più bella.

Credits by Flick
Credits by Flick

Ho sentito, forte, che la cosa che più mi rende felice è stare con la mia famiglia. Vivere la mia vita per loro, e per me, che mi danno una carica pazzesca che non finisce mai. Banale? Per me è il top.

Il fatto di lavorare e poter godere della compagnia dei miei figli solo dal tardo pomeriggio mi ha fatto capire che quel tempo, prezioso, lo devo vivere a mille.

Ho smesso persino di correre [per ora]. Finché ritrovo il nostro equilibrio, la nostra energia.

Riccardo ha appena iniziato l’avventura della scuola primaria, e richiede impegno, suo e mio. Ludovica non é da meno: rivendica il suo ruolo di sorellina minore e vuole le sue attenzioni prettamente femminili.

Così quando torno dall’ufficio e non abbiamo impegni sportivi extra scolastici, ci viviamo. Disegniamo, coloriamo, creiamo, leggiamo, giochiamo. A biliardino, ai lego, ai plusplus, al banco vendita, a un-due-tre stella e anche a nascondino!

Nascondino
credits by Flickr

Ma scusate, voi non lo sentite il solletico quando ci giocate? E’ proprio lì, alla bocca dello stomaco. E mi sento felice.

Perché la vita è questa, costruire ricordi, e viverli.

famiglia

Caro Papà, ti scrivo…

Perché mi manchi.

Soprattutto oggi. Un oggi che non vorrei “dover ricordare”, triste anniversario della sua assenza.

Ieri ho scritto alle mie amiche più care che non sono mai sicura se questo oggi è oggi oppure ieri. Quella data non è più una certezza. Mi rendo conto di quanto sia triste, ma forse è vero che la mente fa dimenticare ciò che non vogliamo ricordare. E lo scorrere del tempo non mi aiuta. Anzi. Ho paura di perderti, di perdere il nostro noi e il nostro vissuto.

Chissà cosa avranno pensato le mie amiche, loro che hanno sempre un parola di conforto e un sorriso virtuale.

E’ il tuo abbraccio quello che mi manca più di te. Perché tu me lo chiedevi e io scappavo via.

E il tuo sorriso. Che era sempre accompagnato dal brillare dei tuoi occhi. Li cerco continuamente, nei ricordi, nei pensieri e a volte nelle espressioni dei tuoi nipotini.

Il tuo sorriso...

Guardo questa foto e ti risento.

Ti immagino qui, seduto sul nostro divano, mentre guardi la televisione o giochi con Richie e Luvi.

Penso che potresti fermarti a cena, anche se non sono ancora (come allora) una brava cuoca. Mi manca la tua polenta taragna, mi mancano i nostri spaghetti “aglio, olio e peperoncino” improvvisati nelle notti d’estate. Mi manca la tua allegria, la tua imprevedibilità e la tua voglia di sorprendermi sempre.

Non ho mai scritto di te in questo mio spazio. Ma oggi ne ho sentito il bisogno, forse perché vorrei urlare al mondo di non perdere tempo.

Vorrei che ci fosse più tempo da dedicare ai propri affetti, alla propria famiglia; vorrei che non ci fosse la paura di amare e di essere amati.

Perché poi le cose cambiano, la vita è imprevedibile e se sappiamo godere in ogni istante di tutta la bellezza che abbiamo, beh, saremmo persone migliori e più felici.

Io e mio papà

Io ho avuto paura di guardarti quando me lo hai chiesto. E quando hai capito, sei stato lieve in tutto quello che era il nostro rapporto. Mi hai aspettato, anche quando non avevo tempo da dedicarti. Che stronza.

Mi aspettavi anche quando arrivavo per un salutino veloce. Io non ho avuto il coraggio di guardarti davvero. La paura mi ha fermata e così ora mi resta questo senso di colpa, del non avere fatto.

Non fate il mio stesso errore: siate comprensivi, siate aperti, abbiate le palle di guardarlo, il dolore. Perché solo così potrete capire quanta bellezza c’è in un rapporto, e nell’amore più grande.

Quell’Amore che si capisce e apprezza solo quando si diventa, a nostra volta, genitori.

C’è qualcosa di simile a un filo d’oro che attraversa le parole di un uomo quando parla a sua figlia; gradualmente nel corso degli anni quel filo diventa tanto da intesserne uno stuolo d’oro puro che è amore.

[John Gregory Brown]