bomboniere, emozioni, eventi, famiglia, favola d'amore, Wedding

10 anni del nostro “Sempre”

Con qualche mese in anticipo, abbiamo festeggiato il nostro decimo anniversario di matrimonio.

Sabato scorso, la nostra Parrocchia ha celebrato la S. Messa degli Anniversari.

Devo ammettere che è stato molto emozionante rinnovare la promessa di matrimonio, con i nostri bimbi accanto che ci guardavano stupiti!

Per l’occasione, ho pensato ad una “bombo-bis” per ricordare questo traguardo. Mi sono affidata alla bravissima Milubi Tre che ha creato queste per noi:

Micaela è magica e riesce a trasformare un’idea, un pensiero, in pura emozione e creatività. Sul suo profilo IG potete ammirare tutte le sue opere d’arte.

Dopo la S. Messa, ci siamo recati in oratorio per un rinfresco e ricevere un dono dal nostro Don Pierangelo:

dono

La serata si è conclusa con una cena conviviale insieme a tutte le altre 29 coppie (decisamente più datate!!) e una golosa torta:

torta_sempre

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Scopri le meraviglie del Lambro!

 lucciole_LAMBRO
Oggi vi segnalo alcuni EVENTI in programma, questo mese, nel Parco della Valle del Lambro.

Ogni anno, il Parco organizza una serie di iniziative aperte al pubblico con il fine di promuovere la conoscenza del territorio e del suo patrimonio naturale, artistico, culturale in un’area ricca e diversificata.  

Gli eventi comprendono camminate, biciclettate, escursioni diurne e notturne, mostre temporanee, letture animate per bambini e tante altre iniziative.  

– Venerdì 26, ore 21.00 – Triuggio: SERATA CON LE LUCCIOLE    

– Venerdì 26, Oasi di Baggero: I VENERDI’ DELL’OASI    

– Sabato 27, Oasi di Baggero: ALLA SCOPERTA DELL’OASI    

– Sabato 27, ore 15.30 Porta di Villasanta, Parco di Monza: IL PARCO DI OZ    

– Sabato 27 ore 21.00 – Triuggio: SERATA CON LE LUCCIOLE    

– Domenica 28, ore 9.00 – Alserio: IL LAGO DI ALSERIO E IL BOSCO DELLA BUERGA CON PIC-NIC A CASIN DEL LAGO    

– Domenica 28, Oasi di Baggero: MUOVERSI PER NATURA    

– Domenica 28, Lago di Alserio: DOMENICA SUL LAGO

Scarica il programma completo!

[Si ringrazia il Comune di Veduggio per le informazioni].
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Ma voi lo sentite il solletico quando giocate a nascondino?

Ci stavo pensando ieri sera, quando un’amica mi ha uozzapato “Impigiamo i nani e giochiamo a nascondino”. Erano le 21.30.

E ho avuto una illuminazione. Scrivere questo post, che era nel cassetto dal primo di settembre.

Perché è  da quella data che sogno di scrivere il famoso posto dei buoni propositi, come quando inizia il nuovo anno. E invece non l’ho ancora fatto perché, in realtà, non ne ho. Anzi, se devo raccontarvela tutto, io mi sono fermata. A riflettere sulla mia vita. Su cosa mi piace e cosa no. Sulle cose da “pulire” e su quelle invece su cui devo ancora lavorare. Amicizie e rapporti compresi.

Allora, ho detto stop. A tutte quelle cose che spesso ho fatto per l’idea di dover fare e perché mi sembrava fosse la via più bella.

Credits by Flick
Credits by Flick

Ho sentito, forte, che la cosa che più mi rende felice è stare con la mia famiglia. Vivere la mia vita per loro, e per me, che mi danno una carica pazzesca che non finisce mai. Banale? Per me è il top.

Il fatto di lavorare e poter godere della compagnia dei miei figli solo dal tardo pomeriggio mi ha fatto capire che quel tempo, prezioso, lo devo vivere a mille.

Ho smesso persino di correre [per ora]. Finché ritrovo il nostro equilibrio, la nostra energia.

Riccardo ha appena iniziato l’avventura della scuola primaria, e richiede impegno, suo e mio. Ludovica non é da meno: rivendica il suo ruolo di sorellina minore e vuole le sue attenzioni prettamente femminili.

Così quando torno dall’ufficio e non abbiamo impegni sportivi extra scolastici, ci viviamo. Disegniamo, coloriamo, creiamo, leggiamo, giochiamo. A biliardino, ai lego, ai plusplus, al banco vendita, a un-due-tre stella e anche a nascondino!

Nascondino
credits by Flickr

Ma scusate, voi non lo sentite il solletico quando ci giocate? E’ proprio lì, alla bocca dello stomaco. E mi sento felice.

Perché la vita è questa, costruire ricordi, e viverli.

famiglia

Caro Papà, ti scrivo…

Perché mi manchi.

Soprattutto oggi. Un oggi che non vorrei “dover ricordare”, triste anniversario della sua assenza.

Ieri ho scritto alle mie amiche più care che non sono mai sicura se questo oggi è oggi oppure ieri. Quella data non è più una certezza. Mi rendo conto di quanto sia triste, ma forse è vero che la mente fa dimenticare ciò che non vogliamo ricordare. E lo scorrere del tempo non mi aiuta. Anzi. Ho paura di perderti, di perdere il nostro noi e il nostro vissuto.

Chissà cosa avranno pensato le mie amiche, loro che hanno sempre un parola di conforto e un sorriso virtuale.

E’ il tuo abbraccio quello che mi manca più di te. Perché tu me lo chiedevi e io scappavo via.

E il tuo sorriso. Che era sempre accompagnato dal brillare dei tuoi occhi. Li cerco continuamente, nei ricordi, nei pensieri e a volte nelle espressioni dei tuoi nipotini.

Il tuo sorriso...

Guardo questa foto e ti risento.

Ti immagino qui, seduto sul nostro divano, mentre guardi la televisione o giochi con Richie e Luvi.

Penso che potresti fermarti a cena, anche se non sono ancora (come allora) una brava cuoca. Mi manca la tua polenta taragna, mi mancano i nostri spaghetti “aglio, olio e peperoncino” improvvisati nelle notti d’estate. Mi manca la tua allegria, la tua imprevedibilità e la tua voglia di sorprendermi sempre.

Non ho mai scritto di te in questo mio spazio. Ma oggi ne ho sentito il bisogno, forse perché vorrei urlare al mondo di non perdere tempo.

Vorrei che ci fosse più tempo da dedicare ai propri affetti, alla propria famiglia; vorrei che non ci fosse la paura di amare e di essere amati.

Perché poi le cose cambiano, la vita è imprevedibile e se sappiamo godere in ogni istante di tutta la bellezza che abbiamo, beh, saremmo persone migliori e più felici.

Io e mio papà

Io ho avuto paura di guardarti quando me lo hai chiesto. E quando hai capito, sei stato lieve in tutto quello che era il nostro rapporto. Mi hai aspettato, anche quando non avevo tempo da dedicarti. Che stronza.

Mi aspettavi anche quando arrivavo per un salutino veloce. Io non ho avuto il coraggio di guardarti davvero. La paura mi ha fermata e così ora mi resta questo senso di colpa, del non avere fatto.

Non fate il mio stesso errore: siate comprensivi, siate aperti, abbiate le palle di guardarlo, il dolore. Perché solo così potrete capire quanta bellezza c’è in un rapporto, e nell’amore più grande.

Quell’Amore che si capisce e apprezza solo quando si diventa, a nostra volta, genitori.

C’è qualcosa di simile a un filo d’oro che attraversa le parole di un uomo quando parla a sua figlia; gradualmente nel corso degli anni quel filo diventa tanto da intesserne uno stuolo d’oro puro che è amore.

[John Gregory Brown]